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Cos’è la content curation e perché è fondamentale per la tua strategia dei contenuti sui social media? Ecco i vantaggi per il tuo pubblico e il tuo brand.

Cos’è la content curation? La semplice traduzione letterale dall’inglese non rende l’idea. Cura dei contenuti, sì, ma cosa significa esattamente? E perché è fondamentale per la tua strategia sui social?

I social media sono lo strumento migliore per entrare in contatto con i clienti in modo immediato. Dalla risoluzione dei problemi di customer care ai feedback in real time, fino al lancio di una campagna o alla sponsorizzazione di un contenuto, i brand hanno la possibilità di comunicare e dialogare direttamente con i propri follower con un facilità prima d’ora inimmaginabile.

Quando si parla di piano editoriale sui social, però, spesso si rischia di sottovalutare la questione dei contenuti. Non basta avere il famoso cugino che ha millemila amici su Facebook e ci sa proprio fare per pensare di avere la situazione sotto controllo. È necessaria una strategia che consideri e ottimizzi tutte le opportunità che i canali social sono in grado di fornire.

Di seguito ti illustriamo i vantaggi della content curation per i tuoi lettori e, di conseguenza, per il tuo brand. Avvicinandoti a loro con la giusta strategia di contenuti sui social, non solo gli darai un valore aggiunto, ma avrai anche più probabilità che possano diventare tuoi clienti, o anche “solo” tuoi affezionati sostenitori sul web.

#1 Evita di essere troppo (o solo) autoreferenziale

Ok, è il profilo della tua attività. E sei sui social per un motivo ben preciso: parlare della tua attività. Non fa una piega.

Ma un errore che si commette spesso è quello di condividere post esclusivamente autoreferenziali, chiudendosi in una sorta di gabbia che delimita lo spazio tra il brand e tutto il resto del mondo (social). Ha senso? Perché un utente dovrebbe continuare a seguirci se parliamo sempre e solo di noi stessi, senza offrire qualcosa in cambio che lo arricchisca indipendentemente dalla nostra finalità – più o meno indirettamente – commerciale?

Ricordiamoci che la comunicazione sui social funziona se crea engagement, non se è un monologo. Ecco perché non puoi assolutamente pensare di dedicarti solo al content marketing e fare a meno di una content curation che includa il giusto mix di contenuti tuoi e di contributi esterni. 

I brand che si preoccupano solo di parlare di sé non hanno mai grande appeal sui social, soprattutto nel lungo periodo. Non rischiare di sembrare un bot che “spara” unidirezionalmente contenuti senza un minimo di strategia (e fantasia) alle spalle.

#2 Dai ai tuoi follower un valore aggiunto e un motivo per tornare sul tuo canale: raccogli e seleziona per loro

La prima regola dei social media è conoscere il proprio pubblico quanto più approfonditamente possibile. Pubblicando contenuti interessanti su temi rilevanti per il tuo brand o il tuo settore, sarai in grado di apportare valore per i tuoi follower, trasformando il tuo profilo o la tua pagina in una fonte di informazioni su cui poter fare affidamento.

In questo modo, i tuoi lettori non dovranno andare alla ricerca di svariate fonti diverse per trovare i contenuti che cercano. Nell’information overflow che caratterizza sempre di più il web, offrire un’esperienza personalizzata che gli faccia risparmiare del tempo e li arricchisca con contenuti di qualità contribuisce ad aumentare la tua reputazione e la loro fiducia.

Ovviamente, a seconda della natura della tua attività, dovrai trovare il giusto equilibrio. Non stiamo dicendo che qualunque profilo dovrebbe diventare un hub di contenuti in modo indiscriminato: se sei un blog, un’azienda, un magazine, ovviamente la tua attività di content curation per i social seguirà linee differenti. La percentuale di contenuti selezionati da altre fonti rispetto a quella dei tuoi contenuti dipenderà anche dal tipo di pubblico a cui ti rivolgi.

Regina Anaejionu, di chúng tôi è una nota imprenditrice freelance e blogger. Il suo profilo Twitter è stracolmo di contenuti di altre fonti, e grazie alla dedizione e alla continuità con cui fornisce contenuti di valore ai suoi follower, riscuote ogni giorno un enorme successo. La sua capacità di creare e curare contenuti di valore è molto apprezzata. E premiata.

— Regina Anaejionu (@byReginaTV) 31 luglio 2024

#3 Condividi i contenuti dei tuoi follower/clienti

Stai seguendo i tuoi clienti sui social? Alcuni di loro magari sono grandi realtà e hanno un’ottima base di follower, altri invece beneficerebbero di un po’ di visibilità da parte tua. In entrambi i casi, faresti bene a creare un po’ di engagement con loro, anche condividendo i loro contenuti (quando sono rilevanti e possono essere interessanti per il tuo brand e i tuoi follower, ovviamente).

Includere i contenuti dei tuoi clienti nella social content strategy è molto utile. Condividi un blogpost di un tuo cliente sul settore, retwittalo, oppure ricondividi una sua foto ispiratrice su Instagram (e non dimenticare i credits!). Mostrare al tuo pubblico – soprattutto quello che ti è già fedele – che lo apprezzi e che sei contento di dargli visibilità, rende più umano il tuo brand e più contenti i tuoi follower.

GoPro utilizza proprio questo approccio, riempiendo il suo profilo Instagram quasi solo di post tratti dalla sua community di fedelissimi. Gli autori degli scatti usano prodotti GoPro, ma l’attenzione è incentrata unicamente sulle loro magnifici contenuti e sulle storie che raccontano.

#4 La content curation è utile anche per costruire legami con influencer ed esperti del tuo settore

Allo stesso modo (o ancor più) di follower e clienti, anche influencer ed esperti del tuo settore sono una fonte importantissima di contenuti che dovresti includere nella tua strategia. Darai ancora più autorevolezza (e viralità) ai tuoi contenuti, oltre a stabilire un contatto diretto con loro. Ricordati, anche in questo caso, di taggarli. Se scegli con cura e in modo coerente e mirato, è molto probabile che il contatto porterà buoni frutti. E anche i tuoi follower sicuramente ne trarranno un notevole beneficio.

#5 Personalizza la (ri)condivisione di contenuti di altre fonti

Talvolta è facile dimenticarsi dei benefici di una buona content curation sui social media, specialmente quando si ha a disposizione un comodissimo retweet o il tasto condividi. Se poi si utilizzano tool che consentono di automatizzare la pubblicazione in modo completamente automatizzato, senza alcun intervento di selezione, rielaborazione e pianificazione, allora sei ancora ben lontano dalla strategia giusta.

Ricordati, infine, che anche per la content curation non c’è una formula matematica (come spesso accade sui social). Il mix di contenuti selezionati lo decidi tu, ma soprattutto lo deciderà il tuo pubblico. È un processo dinamico, e in continua evoluzione. Sii in grado di seguirlo e di mantenere il passo.

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Strategia Di Marketing Per Eventi Social: Prima, Durante E Dopo

Stai organizzando un evento? Scopri come incorporare i social media nella strategia di marketing per eventi social : prima, durante e dopo.

Hai mai organizzato una festa, pubblicizzandola su Facebook? Ecco, quello è un esempio di marketing per eventi social! Ma puoi fare molto più che far cliccare ‘Partecipa’ ai tuoi amici: ormai i social network sono diventati parte integrante di ogni nostra esperienza e, nel marketing, ciò equivale a tante nuove opportunità per ottenere di più dal proprio evento, con la giusta strategia. Tutto ciò che ti serve sono un buon piano e gli strumenti giusti.

La cosa migliore della comunicazione sui social media è che la portata del tuo evento non ha nulla a che vedere con il successo che si può ottenere incorporando i social. Che tu stia organizzando un evento di networking tra professionisti del tuo settore o un festival musicale con migliaia di partecipanti, i social network possono aiutarti a diffondere il messaggio e a raggiungere meglio il tuo pubblico.

Per raggiungere i tuoi obiettivi devi aver pianificato una strategia prima, durante e dopo l’evento. Ecco come puoi sfruttare i vantaggi dei social media in ogni fase.

Come incorporare i social media nella strategia di marketing di un evento social Prima dell’evento 1. Pensa a un hashtag unico, breve e memorabile

Si tratta di un elemento fondamentale della tua strategia di marketing, perché ti permette di rintracciare in un attimo tutte le informazioni, interazioni sui social, promozioni e campagne pubblicitarie relative al tuo evento. In questo senso, vale la pena investire del tempo per trovare un hashtag davvero efficace. Se pensi di aver trovato l’hashtag giusto per il tuo evento, sottoponilo al seguente test:

È unico? Gli hashtag specifici di un evento hanno lo scopo di aiutare i partecipanti e i relatori a isolare le informazioni pertinenti. Sarebbe un peccato se andasse tutto perso nel marasma perché qualcun altro sta usando o ha usato lo stesso hashtag in passato.

È breve? L’hashtag dovrebbe essere utilizzabile altrettanto comodamente su tutti i social network su cui è presente il tuo marchio, perciò presta attenzione al limite di caratteri imposto da alcuni canali, come Twitter. Ad esempio, per la promozione del tuo evento, un tweet ben riuscito deve includere un link call-to-action e un’immagine, oltre al tuo hashtag. Riesci a far stare tutto in un tweet, lasciando anche lo spazio per la sigla “RT” che aggiungerà il tuo pubblico, restando coerente? Se non è così, dovresti pensare a un altro hashtag.

È semplice da scrivere e da ricordare? Prova a creare un gioco di parole associato al tuo evento o al tuo marchio, oppure inserisci un’allitterazione per far sì che sia più facile da ricordare. Attenzione a non esagerare, però: se una battuta ha molto successo tra i tuoi colleghi, non è detto che abbia lo stesso effetto su un pubblico globale come quello dei social, per cui rischi che il tuo hashtag perda efficacia. Inoltre, cerca di non inserire parole che possano essere facilmente confuse con altre, perché la cosa potrebbe ritorcersi contro di te, come dimostrato dai tweet utilizzati per promuovere il nuovo album di Susan Boyle qualche anno fa.

Una volta trovato un hashtag che risponda a tutti i requisiti qui illustrati, inseriscilo in tutti i messaggi social dedicati, nei contenuti che verranno diffusi da blog e mezzi di comunicazione tradizionali, ed in tutto il materiale promozionale cartaceo (es. poster e volantini) utilizzato per pubblicizzare il tuo evento.

2. Stabilisci un programma di promozione tramite social network

Scegli i canali social da utilizzare per promuovere il tuo evento e assegna a ciascuno un diverso grado di importanza, per determinare quale verrà aggiornato prima e che tipo di informazioni trasmetterà. Per esempio, se i tuoi due canali di comunicazione principali sono Twitter e Facebook, puoi fare in modo che tutti i messaggi contenenti informazioni importanti (interventi di relatori, descrizioni dei workshop, località e orari) vengano pubblicati prima su questi social network e poi altrove. Per quanto riguarda i canali di comunicazione secondari come Instagram o Pinterest, il messaggio principale viene pubblicato in un secondo momento, ma nel frattempo puoi pubblicare un post più descrittivo (es. un video, una foto o un elenco). Inserisci un campo per ogni social network, facendo in modo di avere abbastanza spazio per pianificare che tipo di contenuti promuovere in ciascuno, e un elenco di obiettivi per monitorare i tuoi progressi.

Su Facebook, imposta una pagina evento separata dedicata a tutte le informazioni pertinenti. Includi nel campo Descrizione tutti i link utili, introducendo l’hashtag ufficiale dell’evento. Pubblica le eventuali modifiche dell’ultimo minuto sul diario dell’evento per renderle note a tutte le persone invitate.

Su Twitter, prepara diversi modelli di tweet con la sede, l’orario, l’URL abbreviato tracciabile della pagina ufficiale dell’evento e l’hashtag ufficiale. Inoltre, rintraccia tutti i nomi utente di Twitter dei relatori o degli artisti di spicco e inseriscili nell’account Twitter del tuo marchio, dopo che questi hanno confermato la loro presenza.

Se usi Instagram, scatta e carica foto della location, dei relatori, dei volantini e di tutto ciò che può attirare l’attenzione dei tuoi follower, ma fai in modo che le informazioni trasmesse risultino chiare e che il senso della foto sia evidente. Non dimenticare di inserire l’hashtag dell’evento nella didascalia.

Se usi Pinterest, crea Pinboard dedicate a diversi aspetti del tuo evento, quali workshop, relatori o artisti presenti, oltre a tutti gli aspetti organizzativi a cui desideri dare risalto (es. la location, il design dei volantini, i gadget o eventuali interessi comuni a tutti i partecipanti). Dal momento che Pinterest è un social network che sfrutta molto l’aspetto visivo, aggiungi più elementi possibile in quel senso, come video, foto e infografiche. Correda i tuoi Pin di parole chiave, per fare in modo che le tue Pinboard siano più facili da rintracciare e rendere il tuo evento più popolare.

3. Sottolinea la presenza di ospiti d’onore

Fai parlare del tuo evento puntando sulla tua più grande risorsa: gli ospiti. Una volta che i relatori o gli artisti invitati avranno confermato la loro presenza, prenditi un po’ di tempo per individuare i loro account social (es. pagina Facebook o profilo Twitter ufficiali) e condividerne i post, in modo che chi partecipa al tuo evento veda che talenti sei in grado di attirare. Condividi le loro opere o pubblicazioni, che siano post di un blog o remix di un DJ, spiegando perché pensi che siano gli ospiti ideali per il tuo evento e perché i tuoi follower non devono assolutamente perderseli. Non dimenticare di includere nel messaggio l’hashtag ufficiale dell’evento e magari anche un invito a compiere un’azione specifica (es. registrarsi all’evento o acquistare i biglietti), ma solo se riesci a farlo con stile: l’intento principale del tuo messaggio è comunque quello di pubblicizzare la presenza degli ospiti, mentre la promozione deve rimanere in secondo piano.

4. Promuovi offline i contenuti dei social media

Se la tua strategia di marketing prevede l’uso dei social media, potresti anche non aver più bisogno della carta stampata. Tuttavia, se la tua attività si rivolge a un pubblico che potrebbe non conoscere tutti i canali social utilizzati dal tuo marchio, ecco qualche suggerimento per utilizzare in modo ‘social’ anche il materiale promozionale più tradizionale: inserisci l’hashtag ufficiale dell’evento e i link ai tuoi principali canali social nei poster, nei volantini e negli inviti che utilizzi per promuovere l’evento. Se utilizzi biglietti cartacei e hai dello spazio in più a disposizione, usalo per inserire l’hashtag in modo che risulti bene in evidenza.

5. Programma i tweet per il giorno dell’evento

Scrivi dei tweet che fungano da promemoria ai tuoi utenti, con tutte le informazioni che servono per partecipare all’evento: orario, luogo, URL a un sito contenente maggiori informazioni e qualsiasi altra informazione rilevante che non cambierà fino alla data dell’evento. Pianifica i tweet in modo che vengano pubblicati a intervalli regolari sia prima sia nel corso dell’evento, in modo da essere raggiungibile anche da chi dovesse decidere di partecipare all’ultimo momento.

6. Usa pubblicità mirate

Se stai organizzando un evento in una nuova location e vuoi essere sicuro che il messaggio arrivi al pubblico che ti interessa, valuta la possibilità di investire nelle pubblicità mirate di Facebook. Volendo, puoi inserire i dettagli del tuo evento in post già pubblicati sulla pagina della tua attività e fare in modo che appaiano sulle bacheche di tutti gli utenti presenti in una determinata area geografica.

Ad esempio, se stai organizzando un evento a Bologna, puoi scegliere di promuovere un tuo post tra tutti gli utenti in Italia, oppure solo quelli dell’Emilia Romagna, o ancora limitarti a quelli residenti nella città. Il costo dipende dalla portata del pubblico da raggiungere, ma è comunque inferiore a quello della pubblicità cartacea.

7. Regala biglietti omaggio mediante campagne sui social media

Hai pubblicato messaggi multimediali all’apparenza perfetti su tutti i social per pubblicizzare il tuo evento, ma non stai ottenendo i risultati sperati? Se sai che il tuo pubblico potrebbe davvero essere interessato all’evento, ma vedi che i follower non rispondono ai tuoi tweet, potrebbe essere ora di proporre qualcosa di un po’ diverso, come offrire dei biglietti omaggio.

Se non hai mai organizzato una campagna social e non sai da dove cominciare, puoi prendere esempio da attività di successo simili alla tua. Includi l’hashtag o il nome Twitter del tuo marchio tra i requisiti per richiedere il biglietto omaggio: in questo modo acquisterai popolarità tra chi segue i concorsi sui social media e potrai tenere sotto controllo le domande. Certo, offrire degli omaggi ti costerà l’equivalente di un paio di biglietti, ma i vantaggi che otterrai dal punto di vista promozionale ti ripagheranno ampiamente.

Durante l’evento 1. Controlla l’attività dei partecipanti e interagisci con loro sui social

Dal momento che hai deciso di rendere i social media parte integrante della tua strategia di marketing, devi essere disposto a mantenere elevato il livello di engagement per tutta la durata dell’evento, in modo da soddisfare le aspettative dei partecipanti. Una piattaforma di gestione dei social network in grado di gestire più canali allo stesso tempo, come Hootsuite, è un utile strumento per assicurarti di non perdere neanche un messaggio. Puoi individuare tutte le interazioni social con la tua attività utilizzando colonne di ricerca con l’hashtag ufficiale o il nome Twitter del tuo brand, oltre a colonne relative a parole chiavi importanti o con gli errori di ortografia più comuni legati al tuo hashtag.

Ora che sai come farlo, passiamo a che cosa fare, ovvero su quale tipo di messaggi devi concentrarti mentre segui le interazioni dei partecipanti.

Rispondi a tutte le domande sull’evento. Le puoi trovare più facilmente se crei in Hootsuite uno stream con una ricerca che rileva tutte le interazioni contenenti un punto di domanda, o “?”, insieme alla parola chiave scelta.

Condividi i messaggi social più interessanti: seleziona le foto e i video più rilevanti pubblicati da chi ha partecipato al tuo evento e condividili sui tuoi canali.

Rispondi a tutte le lamentele sull’evento. Se si tratta di una cosa che deve essere risolta di persona, tieni pronto del personale di assistenza in loco. Ringrazia la persona che ti ha fatto notare il problema e fagli sapere che l’assistenza è già al lavoro. Se il messaggio contiene più un suggerimento sui punti suscettibili di miglioramento in futuro, senza che sia possibile agire sull’evento in corso, riconosci il messaggio di quella persona e ringrazialo di averti contattato. Assicurati di prendere nota di tutti i suggerimenti o lamentele riguardanti l’evento in un documento a parte, che servirà per la valutazione che eseguirai in seguito.

2. Organizza campagne promozionali in loco

Per incoraggiare i partecipanti a condividere la loro esperienza sui social, organizza una campagna promozionale all’interno dell’evento, offrendo premi a chi usa l’hashtag ufficiale nel proprio messaggio. Puoi anche far diventare la condivisione un gioco, organizzando una caccia al tesoro o una postazione fotografica di fronte a un poster dell’evento e offrendo la possibilità di vincere un premio a chi fa una foto e la tagga con l’hashtag ufficiale. Le campagne in loco sono un ottimo modo per divertire e intrattenere chi partecipa, e aiutano ad aumentare la visibilità del tuo evento su tutti i social media.

3. Inserisci una postazione per la messaggistica social nella location

Al termine dell’evento 1. Costruisci una storia tramite i social media

Un altro modo per spingere i partecipanti all’evento a parlarne sui social è farlo diventare una storia. Certo, puoi dire ai follower di Twitter o sul blog che l’evento è stato un successo, ma non sarebbe meglio lasciar trasparire questa impressione dalle parole, le immagini e i video di chi ha partecipato? Costruisci una storia utilizzando i tweet e le foto Instagram dei partecipanti all’evento e organizzandoli in un racconto Storify. Puoi scegliere di impostare la tua storia in ordine cronologico, oppure mettere in evidenza i momenti più popolari dell’evento.

2. Chiedi ai partecipanti di valutare l’esecuzione

Chiedi a chi ha partecipato di dare la sua opinione, organizzando un mini-sondaggio al termine dell’evento. Come incoraggiamento, puoi organizzare un sorteggio tra chi risponde al sondaggio, regalando la partecipazione gratuita al prossimo evento.

— Expo Milano 2024 (@Expo2024Milano) December 30, 2024

3. Analizza la tua performance sui social media

Infine, dal momento che i social media hanno avuto un ruolo tanto importante nella strategia di marketing dell’evento, devi verificare la loro efficacia. Dai un’occhiata al piano che avevi stabilito per la promozione dell’evento sui vari social network e verifica se ognuno ha raggiunto l’obiettivo che ti eri prefissato. Twitter ti ha aiutato ad aumentare la visibilità del tuo evento? Facebook ti ha permesso di raggiungere il pubblico che volevi? Ciascun social network ha uno specifico strumento analitico che ti consente di ricavare i dati necessari a verificare il contributo dato alla promozione dell’evento. Se non sai bene da dove cominciare, non c’è problema: ecco alcune risorse per comprendere meglio le statistiche relative ai social media e per capire come misurare il successo delle campagne social.

Hootsuite ti aiuta a fare di più con i social media, consentendoti di programmare centinaia di post in anticipo, misurare il tuo impatto con report analitici in tempo reale, condividere i carichi di lavoro e collaborare in team

Confronta i nostri piani

Blueglass La Session: Inhouse Seo

Moderator: Tony Adam

Speakers:

Laura Lippay, Director of Technical Marketing, Yahoo! Media

Jessica’s up first!

SEO Efficiency & Accountability

Set up lines of defense incorporate SEO into every day activities.  Push back when SEO isn’t included in deliverables sent to you.

You need a Healthy Organization

SEO crosses many disciplines.   Programming, purchasing, marketing, PR, Legal, Sales, etc…

SEO needs to be part of every team  – brought into projects as though you’re part of the team.  As soon as projects get going, it’s usually the SEO person who falls out of the process first – is pushed out first.

It’s like marriage – it starts with a courtship.  You do training, you’re involved in meetings – you think – this is great…

Behind the scenes, programmers, others are going nuts thinking “I can’t incorporate this!”

Everything is bliss in courtship, everything is great in honeymoon phase.  During this phase, leverage those feelings.  That phase is going to last 6 – 9 months or less.

Then things fall into reality.  If you leverage during the honeymoon, you’ll eventually reach synergy.

Once you get buy-in:

Don’t assume the battle is done.  You’ve only just begun.  The problem is always the lower level people – Project managers, programmers…

You get management buy in, they say “everybody work with the SEO”.   You go talk with everyone, they say – okay.. But then they go to management behind the scenes and tell management why they can’t work with SEO….

Your SEO added to man-hours, are inconsistent with other goals, go against existing programming standards, weren’t technically feasible, added to timeline and cost.

If you’re a small business, it’s keeping everyone in line to your approach to SEO.  Keep everyone in line with best practices.

Integrate SEO and IT

Project Development Pyramid – people think small involvement at the beginning.  It’s really the opposite – SEO needs to be really integrated from the start.

During the project life cycle is usually brought in at the development, QA and live site stage.  It needs to be in at every step.  The costs are really based on it appearing to cost more this way but in reality there’s more cost in lost opportunities by not being integrated sooner.

There’s more pain when it’s not integrated from the beginning.

Hold everyone responsible for SEO.

Before deliverables are accepted, verify it- push back if it’s not.

Training is a small portion of SEO – you really need to be doing mentoring.

Make sure the SEO is involved in company guidelines and standards.  Incorporate them into the organizations overall standards so the organization is held accountable.

Get SEO requirements into deliverables.

Contribute to documentation.

2 or 3 nuggets may be all that need addressing.

SEO can’t be everywhere so everyone needs to contribute to hold everyone else accountable.

People aren’t going to learn SEO in 3 or 4 months so it’s the long-haul.

Bring in an expert trainer or send them to a conference to get them to that honeymoon phase…

WOW That was a crazy-fast presentation – Jessica is a machine-gun of high level in-house SEO information! Go Jessica!

Next up is Laura!

Check out – A day in the life of a successful in-house SEO

How Data, Beer, and Monroe’s Motivated Sequence got Me Everywhere…

Tales of an ex-Yahoo In-house SEO

(Laura recently joined Vanessa Fox at Nine By Blue & Jane and Robot)

Obstacle #1 – the new, ONLY US SEO in an 11000 person team.  Solved by taking people out for beer and to have fun.

Obstacle #2 – Unique visitors at the property level was the only data I was given.  Solved by learning microstrategy with beef-incentivized help from the MS guy.  Took Excel classes, spent months creating reports.  I spent a lot of time measuring the data.

This is how I got buy-in.

“Here’s this great thing/ opportunity”

“Here’s how you’re not reaching it”.

“This is all solvable.”

“Picture yourself in this place.  I can get you there and here’s how you can help me”.

Google Monroe’s Motivated Sequence to learn more.

She was told “we want 100% SEO across 10 of the biggest properties in 2 months” (hahahaha OMG that’s sad!)

She solved this by being realistic up front, not just being a “yes” person.

Educate the masses. If you’re the only SEO or a small team, educate people – where to find tools, resources.  Give them everything possible that they can do as much as possible without having to come to you, if they can.

A lot of our training conferences had beer, pizza. We always sent out lots of information in between conferences.

Implementation was a problem. We weren’t ready for much of it until we had the reports and data.

After 2 years I was moved to Marketing, got a team, and promoted into a more appropriate position.

Obstacle – how to prioritize working with so many properties? Solved by saying – IS there an opportunity, does the property want to work with us?  Is it a priority for execs?

Problems integrating – people are busy – if we couldn’t get in the door, we moved on but I reported that to management, with data about the missed opportunity.

Obstacle – little to no results.  Some people didn’t implement everything.  Some competitive verticals might mean this work might not be enough (Setting realistic expectations up front sets the stage for that reality).

Make sure to document and report gaps where SEO fell off roadmaps.

Obstacle – Implementation – it’s still beer, ping pong, fun – create relationships.  Integrate SEO checks into the QA process.

We created a dashboard for the PM level and one for executive level.  Showing performance, provides points of accountability.

Next Up is Marshall

When I’m talking with upper management – I want to hear “Yes, I understand the expectations” and “Good job”  That’s all I want to hear from them.

The Directing teams- directly underneath senior management is where the work really gets done – they’re responsible for resources, budgets, issuing bonuses…

If you have a site over 10,000 pages, think of your site as enterprise.

80% of all our success has been through the tech team.  Without their buy-in, all the content resources are useless.

High Priority

Sitemaps, 301s, Template SEO (titles, captions, linking) Rel=canonical, Rewriting URLs, How much it will make/cost/traffic potential.

If you’re like me, you make it up because the real number doesn’t matter – they just need to hear a number that will get their buy-in.

Low Priority

Page Load Time, Link Flow, Video SEO, Duplicate Content, CMS Overhaul, W3C Compliance, Education (if you’re already dealing with a 10,000 page site)

Get Their Attention

Show real world examples in Google.  He said to implement 301 redirects, they implemented 302 redirects.  So he showed them the plunge in referrals.

Education

Sitemaps

SEO school

Title Tags and Headlines

Images

URL rewrites

Tracking

CMS

Meta Description

These were the top priority.  There’s a lot missing from that list but we were focused on getting the most wins at the highest level in a big company.

For Editors:

Low Priority

Best Practices

Headlines

Wikis

Keyword Research

Again – limited ability to get your goals met, so focus on the most important.

By showing editors where you missed previous opportunities to reach your audience, it hits their ego – and by showing them how to optimize in these ways, you play into their ego.

Resources

We can’t do it all ourselves.  Webmaster Central helps in some ways but it’s not completely accurate and you can’t rely on it with a site this large.  You’ll have to supplement with other tools.

If you use WebTrends or Omniture, supplement that with Google Analytics – each is less than perfect but combined, you get better information.

Xenu

SEOMoz

Build your own tool if you’re not getting the information you need.

Q&A

Q- Can you talk about credibility when things go wrong?

Laura – If there’s any way, even if it’s in a sit-down with your boss – where you can show these gaps – where things fall off, make sure you show them.

Marshall – use reports as a carrot or a stick – they should show who’s doing well and who’s not – the reports should go to everyone.

Jessica – Some things happen you can’t account for – like May Day update.  Ongoing communication to constantly highlight your positives and show when the process falls, where the ball fell.

Tony – If you know something bad is going to happen, or there’s going to be a drop-off, warn everyone – so they don’t freak out when it happens.

Jessica – let them know the risks when you’re doing things.

Q – Please clarify your statement about editors and keywords – are we assuming they’re going to check keywords?

Marshall – we like to give editors, journalists, producers, tools to find out what’s possible but I don’t want them to get mired in that rabbit hole.  I want them to determine real quick – I don’t want to add process to the content creation process – they don’t want to hear there’s more to have to do…

It is front-loaded – it may take a week or a month up front in getting them oriented, but it shouldn’t be addressed too much after that.

Jessica – when the keywords aren’t going to change that much, the SEOs do the research up front – so the writers don’t have to do that down the road when they’re writing new content.

Q – Is there any one thing you can think of as an in house SEO to think of when considering other platforms – social, mobile…

Jessica – are they going to have the budget or time to write for all these platforms – do we need to focus on that if they aren’t?

Laura – Are we going to go there?  If not, we’re not going to focus on addressing that. Is it link-worthy?  If not, we don’t focus on that.

Marshall – I’ll echo Laura – is it linkable?  We can’t just throw content up there if we have it.  If it’s not linkable, its’ not going to grow.

Q – What are your recruiting tactics for in-house SEO?

Marshall – it’s very hard in this economy with contractors making what they do – it’s a very hot commodity – the SEMPO board is good.  And it’s not to say you can’t have a contractor if you need to fill a position right now.

Jessica – we saw the same thing – having someone have to come into the office every day, these hours… Get creative…  Give someone the feeling of being a contractor – working from where they want, their hours… That’s stressful but it can help…

Tony – SEOMoz’s Job board is good for that…

Brent – Conferences, local meet-ups are another good spot to find people who might be a good fit or know someone who is…

AND THAT’S IT PEOPLE- THE LAST SESSION I’M LIVEBLOGGING!  If you found my efforts worthy, please let me know.  If not, uh let me know that as well!

La Página Principal De Instagram No Es Inalcanzable

Si quieres que más clientes descubran tu perfil de Instagram, revisa esta guía para hacer que tu cuenta aparezca en la página principal de Instagram

La página principal de Instagram es la solución. Por lo menos, eso es lo que muchos negocios asumen es la verdad y no estarían mal. Todos ellos quieren salir del anonimato y a la pppularidad. Sin embargo, es una transformación que requiere más que solo suerte. La página principal de Instagram o página de “Explorar”, es una prueba clara de esto.

En esta publicación conocerás lo siguiente:

La forma en que se selecciona el contenido para la página principal de Instagram.

Formas de colaborar con tu audiencia para colocar tu contenido ahí

Cómo impulsar tu participación y llegar a prospectos más valiosos a través de la pestaña Explorar

Aquí es donde descubrirás temas organizados de la comunidad de Instagram en toda su extensión y contenido personalizado que Instagram cree que te gustará en base a tus acciones previas y patrones de interacción. O bien, como Wired se refiere a él, “el lugar más honesto de Internet”.

Para acceder a la página Explorar, abre Instagram y haz clic en el ícono de la lupa en medio de los íconos de inicio y el signo de más (agregar publicación).

Además, la página principal de Instagram incluye Historias de cuentas que Instagram considera que te parecerán interesantes, Historias de Ubicación de áreas geográficas cerca de ti y los videos en vivo más populares que se están transmitiendo en el momento.

Los datos son lo más importante cuando se trata del tipo de contenido que aparece en la pestaña Explorar de cada usuario. Instagram tiene como objetivo adaptar contenido para todos y cada uno de los usuarios, al seleccionar publicaciones con base en factores como Me gusta y cuentas que el usuario ya está siguiendo. Si bien no se conoze con exctitud como se escoje el contenido, el algoritmo tiende a favorecer lo siguiente:

Contenido similar con el que el usuario ha interactuado previamente

Contenido con mayor interacción

Contenido de cuentas similares a cuentas que el usuario ya sigue

Wired comenta lo siguiente, “Realizar este trabajo requiere acumular tanto contenido como sea posible, entre más grande la biblioteca, más probabilidad habrá de que contenga tu “’gram” ideal. Las historias ayudan a resolver ese problema al disminuir dramáticamente la barrera para publicar. A medida que adquiere usuarios y más grams con más datos adjuntos, ofrece a Instagram numerosa formas de conjuntar contenido y mostrarlo a la gente”.

4 formas para colocar tu contenido en la página principal de Instagram

No intentarías venderle un maletín a un bebé, ¿verdad? Para vender productos y conectar con los clientes, tienes que saber quién es está tu audiencia; lo que necesitan y de qué forma puede ayudar tu negocio. Para empezar con tu estrategia de la página Explorar, analiza las siguientes preguntas:

¿Quién es tu cliente objetivo?

¿Qué tipo de cosas le interesan?

¿Cómo son sus propias cuentas de Instagram?

¿A quiénes siguen?

Algunos consejos generales para utilizar esta información para que aparezcas en las páginas Explorar de tu audiencia incluyen los siguientes:

“Escucha” el sentimiento general de tu propia página principal de Instagram.

¿Cuáles son algunos de los temas que aparecen? ¿Cuál es la estética predominante? ¿A qué le esta dando “Me Gusta” tu comunidad?. Todos estos aspectos hay que tenerlos en cuenta.

Utiliza la función de Búsqueda

para conocer el tipo de contenido que es popular en tu ubicación. Haz clic en “Lugares” y luego la etiqueta geográfica más precisa y observa el tipo de contenido que aparecerá.

Consulta tu sección de noticias de “Siguiendo”

(que puedes encontrar al hacer clic en el ícono del corazón en la parte inferior de la aplicación de Instagram y luego selecciona “Siguiendo” en la parte superior) y ve el contenido con el que tu audiencia objetivo está interactuando y siguiendo.

Sin embargo, es importante que conozcas la forma correcta e incorrecta de utilizar los hashtags en Instagram y garantizar tu mejor oportunidad de éxito. Nuestra publicación sobre las cosas que hacer y no hacer en la forma utilizar los hashtags recomienda que las marcas:

Sean específicas a la hora de usar hashtags

Elaboren hashtags relevantes y de marca

Creen hashtags ni tan largos ni tan inteligentes

No tengan más hashtags que palabras

No hagan un hashtag por todo

Toma en cuenta los lineamientos anteriores a la hora de crear tu estrategia de hashtag y podrías aparecer en las pestañas Explorar de los usuarios al instante.

Aumenta la probabilidad de que tu audiencia objetivo encuentre tu contenido al hacer todo lo posible para impulsar la participación. Entre más me gusta y comentarios tenga tu publicación de Instagram, más probabilidad tendrá de aparecer en la página Explorar de tu audiencia objetivo.

Cuando publicas una foto o video, piensa cómo conseguir que grandes cuentas con muchos seguidores les den me gusta o lo comenten.

Por ejemplo, si tu marca de diseño de interiores comparte una foto de un cuarto en el que trabajaste, etiqueta a todas las empresas y productos que te ayudaron a lograr esa apariencia. Además, podrías etiquetar las cuentas de Instagram de revistas de diseño de interiores o blogueros de estilo de vida relevantes.

Si vas a compartir una Historia de Instagram de la cuenta de tu marca, asegúrate de etiquetar la ubicación y otras cuentas relevantes. Etiqueta la ubicación para aumentar las probabilidades de que tu Historia se incluya en las Historias de Ubicación de Instagram (que organiza Historias de cuentas en un área geográfica específica). Esto contribuye a que los usuarios locales vean tu contenido e interactúen con tu marca.

Poder ser descubierto en Instagram es la meta de muchas marcas y negocios. Con la ayuda de la guía anterior, cuentas con los ingredientes principales para conseguir el éxito de la página principal de Instagram.

Utiliza Hootsuite para ahorrar tiempo administrando la presencia de tu Instagram y compartir videos de Instagram, programar publicaciones y supervisar tus esfuerzos. Pruébalo gratis hoy.

Más información

Samsung : Vers Le Retour De La Gamme Fe ?

Le Galaxy S21 FE a suivi environ un an plus tard, et nous attendions avec impatience le Samsung Galaxy S22 FE, mais il n’a jamais été lancé. Sceptiques quant à l’éventualité d’un S23 FE, les dernières rumeurs laissent penser que Samsung y penserait pour 2023.

Quand le Samsung Galaxy S23 FE sortira-t-il ?

Il est difficile de prédire une date de sortie étant donné que le S22 FE n’a jamais été lancé. Nous nous attendions à ce que Samsung le présente aux alentours d’octobre 2023, peu après les Galaxy Z Fold 4 et Z Flip 4.

Selon la publication coréenne Hankooki, il y aura bien un téléphone FE cette année qui portera le nom de S23 FE et sera lancé en août ou en septembre. Pour donner plus de poids à ce rapport, il affirme que le Galaxy A74 a été abandonné pour éviter que les deux téléphones ne cannibalisent les ventes de l’autre.

SamMobile est du même avis, mais pense que le téléphone sera lancé initialement au troisième trimestre 2023 (donc en juillet, août ou septembre, sur des “marchés sélectionnés”). Un lancement plus large suivra ensuite au quatrième trimestre 2023 et au premier trimestre 2024, ce qui correspond parfaitement à l’avertissement de GalaxyClub selon lequel un lancement aussi tardif que début 2024 n’est pas à exclure.

GalaxyClub a également remarqué que Samsung n’a commencé à tester le micrologiciel européen pour le téléphone que fin mai, ce qui, selon le site, prouve que le téléphone lui-même est encore loin, et sera probablement lancé après le Galaxy Z Fold 5 et le Galaxy Z Flip 5. Le téléphone a reçu son certificat de batterie en Corée du Sud au moins, il est donc clairement en route.

À titre de référence, voici quand les précédents téléphones FE ont fait leurs débuts :

Samsung S20 FE : octobre 2023

Samsung S21 FE : janvier 2023

Combien coûtera le Samsung S23 FE ?

Sans trop d’idée, nous pouvons prendre les modèles précédents comme référence pour savoir à quoi s’attendre pour le prix du S23 FE :

Samsung S20 FE :

4G : 649 €

5G : 749 €

Samsung S21 FE (5G) :

6 Go + 128 Go : 749 €

8 Go + 256 Go : 819 €

Espérons que Samsung maintienne ses prix pour le nouveau modèle, soit une somme d’environ 749 € pour la configuration d’entrée de gamme.

Quelles seraient les caractéristiques du Samsung Galaxy S23 FE ?

Le lancement du S23 FE étant encore incertain, il n’y a que peu d’informations définitives sur ce à quoi il pourrait ressembler.

Ce que nous savons à l’heure actuelle provient d’une seule source : un rapport de SamMobile datant d’avril 2023, avec la date de sortie au quatrième trimestre mentionnée ci-dessus et une liste de caractéristiques étonnamment complète.

Étonnamment il mentionne l’intégration de la puce Exynos 2200, qui est celle qui équipe le Galaxy S22 en Europe. Néanmoins, Samsung a décidé d’utiliser le Snapdragon 8 Gen 2 pour sa gamme principale S23, il est donc un peu inattendu qu’il revienne à Exynos, et à l’échelle mondiale, pour le téléphone FE.

Au-delà du processeur, SamMobile rapporte que le S23 FE présentera un espace de stockage de 128 ou 256 Go, et probablement un choix similaire de 6 ou 8 Go de RAM. La batterie aura la même capacité de 4500mAh que les téléphones FE précédents, et le retour de la charge filaire de 25W est également probable.

Un autre changement a été signalé, le passage à un capteur arrière principal de 50 Mp.

Xmems : La Société Apporte Des Changements Dans Le Domaine De L’Audio

xMEMS tire son nom des MEMS (systèmes micro-électromécaniques), une technologie qui intègre à la fois des éléments électroniques et mécaniques au niveau microscopique. Ils sont déjà utilisés, notamment dans les petits microphones mais chez xMEMS le but est d’en tirer partie pour fabriquer des produits audio haut de gamme mais à des prix concurrentiels.

Les micro-hauts-parleurs de l’entreprise sont des puces de silicium sur lesquelles sont montés des volets piézo-électriques qui se déforment et se détendent rapidement lorsque soumis à des signaux électriques transitoires. Les vibrations qui en résultent déplacent l’air, créant ainsi un son. Essentiellement, elles remplissent la même fonction qu’un aimant dans un haut-parleur classique, et les volets jouent le rôle d’un cône.

Quelles sont les caractéristiques de la technologie de xMEMS ?

Les spécifications présentées par xMEMS sont une réponse en fréquence plate de 20 Hz à 20 kHz, ou plus, si vous le souhaitez, des temps de réponse et de stabilisation extrêmement rapides, une résonance de l’appareil au-dessus de 10 kHz, où l’effet est minime. Elles sont autant de caractéristiques bien supérieures à celles des meilleurs haut-parleurs audiophiles traditionnels.

Les micros haut-parleurs Montara, Cowell et Montara Plus de xMEMS sont produits sur des plaquettes de silicium dans l’usine de TSMC à un coût unitaire qui devrait permettre à un fabricant d’écouteurs de proposer un appareil de qualité audiophile à des prix de vente au détail compris entre 125 et 200 $ seulement.

Les micro hauts-parleurs de xMEMS sont produits sur des plaquettes de silicium afin de garantir une uniformité maximale.

xMEMS affirme que l’uniformité sonore d’un produit microscopique fabriqué sur des plaquettes permet aux vendeurs de faire des économies. Normalement, les haut-parleurs sont triés en fonction de leurs qualités relatives avant d’être appariés en paires stéréo. La non-uniformité de la réponse en fréquence, de la résonance et/ou de la réponse transitoire peut nuire à la fidélité d’un ensemble de haut-parleurs.

Pour vous donner une idée de la taille dont nous parlons, il s’agit d’un micro haut-parleur Cowell xMEMS, du type de ceux utilisés dans les oreillettes, placé sur une pièce de 10 cents.

Les microphones MEMS présentent également d’autres avantages. En effet, l’absence d’aimants évite aux concepteurs de haut-parleurs de compenser les interférences produites par les champs magnétiques.

De plus, xMEMS affirme qu’ils sont classés IP58 pour la protection contre la poussière (les particules n’entraînent pas de défaillance) et l’eau (ils peuvent être immergés jusqu’à trois mètres d’eau pendant 30 minutes). Et cela vaut pour tous ses composants.

xMEMS propose également un obturateur physique dynamique (ouvert/fermé par un signal) à l’état solide, appelé Skyline, que les équipementiers peuvent utiliser pour exclure ou admettre le son ambiant. Le Skyline peut permettre de concevoir des casques plus polyvalents, à la fois ouverts et fermés.

L’évent dynamique Skyline peut exclure ou laisser entrer le bruit ambiant, ce qui permet de concevoir des casques à deux oreilles (ouvertes ou fermées).

Le dernier composant qui nous a été présenté est un minuscule amplificateur, l’Aptos, que vous trouverez sur le schéma ci-dessous. Cette image montre aussi de quelle façon les haut-parleurs peuvent être combinés avec des haut-parleurs audio traditionnels pour augmenter la réponse des basses.

Aujourd’hui, si les micro-hauts-parleurs xMEMS sont conçus uniquement pour les appareils audio à air captif tels que les écouteurs et appareils auditifs, l’entreprise travaille sur une conception à air libre pour des enceintes Bluetooth, par exemple.

Un son impressionnant

La qualité sonore entendue sur le prototype d’écouteurs imprimés en 3D de xMEMS prouve que les caractéristiques de la société ne sont pas que des chiffres creux. Les trois éléments que nous recherchons lorsque nous évaluons des produits audio sont des basses puissantes, des instruments acoustiques facilement discernables et rendus de manière réaliste, et des hautes fréquences précises avec un peu d’éclat. Ici, tous ont été pris en compte.

Les micro hauts-parleurs xMEMS sont si petits qu’ils peuvent être combinés avec des haut-parleurs conventionnels dans des conceptions hybrides avec des caractéristiques sonores accentuées.

La plus grande partie du mérite de la précision des basses et des médiums est attribuée à la rapidité de la réponse transitoire et des temps de stabilisation, mais xMEMS met également en avant l’absence de distorsion de phase et, bien sûr, la fréquence de résonance très élevée de son matériel.

Notre expert a écouté à la fois le Montara Plus nu et le Cowell, ce dernier fonctionnant comme un haut-parleur pleine gamme placé au-dessus d’un haut-parleur traditionnel de 9 mm (illustré ci-dessus), où il a fourni un son plus fort et des basses supplémentaires.

Il a également testé Skyline, qui a fonctionné comme annoncé. Le bruit ambiant avait une qualité étincelante, ce qu’il suppose est, en partie, dû au boîtier de l’écouteur imprimé en 3D.

L’avenir de la technologie MEMS dans la conception des haut-parleurs

Les avantages sont très nombreux, comme la possible conception d’écouteurs abordables au son incroyablement précis, pour que les haut-parleurs MEMS n’aient pas un impact important sur le marché de l’audio.

Adaptation du l’article de notre confrère Jon Jacobi publié sur TechHive

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